Circeo - a picco dal vertice della cinta muraria

Il cielo negli antichi monumenti megalitici

Sulle mura megalitiche dell’Italia centro meridionale si sono spese molte parole.

Queste opere impressionanti hanno suscitato nel corso del tempo stupore, curiosità e interesse da parte di studiosi che hanno redatto le teorie più disparate riguardo ad attribuzioni, metodi costruttivi, progettazione.

Uscendo dal nostro paese possiamo notare come un po’ in tutto il mondo il fenomeno del megalitismo si sia manifestato in epoche molto antiche.

Da qualche anno l’attenzione di alcuni esperti si sta concentrando su un aspetto d’indubbio fascino, che ci permette di avere una concezione un po’ più ampia dei monumenti e la mentalità di chi li ha costruiti.

Ci si è infatti resi conto di come molte opere megalitiche siano concepite in relazione ai movimenti delle stelle e dei pianeti, i cicli solari e lunari.

La scienza che studia i legami tra architettura, astronomia, matematica e geometria si chiama Archeostronomia, una disciplina giovane, fino a poco tempo fa avversata dagli accademici che la consideravano una pseudo scienza.

Le cose sono cambiate dal momento in cui ci sono state dimostrazioni inequivocabili sulla volontà dei nostri antenati a costruire le loro opere in un certo modo.

Facciamo qualche esempio partendo dall’assunto che è impossibile, in un breve articolo, dare un quadro completo ed esaustivo di tutti i casi dimostrati e in via di dimostrazione.

Gobleki Tepe

Gobleki Tepe

S iamo in Turchia, a Gobleki Tepe. Questo sito archeologico è, ad oggi, il più antico complesso templare mai rinvenuto , le datazioni, non ancora definitive lo collocano tra il 7500 e il 10000 a. C.

Gli studiosi concordano sul fatto che al suo interno siano presenti figure geometriche ben precise e chiari riferimenti ai moti del cielo.

Malta

Templio di Mnajdra

L ‘isola di Malta ospita dei templi megalitici antecedenti alle piramidi d’Egitto di circa mille anni.

Siti eccezionali che oltre all’innegabile importanza storico archeologica contengono un sorprendente valore astronomico.

Gli spettacolari templi megalitici di Mnajdra e Hagar Qim ad esempio, sono allineati in maniera tale da permettere al sole degli equinozi di percorrere l’interno del tempio meridionale fino all’altare centrale.

I templi sono rivolti al solstizio d’inverno ma anche all’osservazione di costellazioni come il Centauro e la Croce del sud. In fase di studio sono alcuni allineamenti in relazione ai cicli lunari.

Tutto questo insieme ad alcuni manufatti rinvenuti sui siti, lasciano pensare a dei veri e propri calendari di pietra.

Piana di Giza

giza

La Piana di Giza

L a teoria secondo cui la disposizione delle tre Piramidi riprodurrebbe in terra le tre stelle della cintura di Orione è famosa e ripetuta.
Molto meno nota però è l’incredibile concezione dell’intera Piana di Giza.

Un progetto complesso, che coinvolge in varie fasi tutti i monumenti presenti costruiti in relazione a solstizi ed equinozi, l’osservazione delle principali stelle del Nord e del Sud.

Un bellissimo esempio del dettaglio con cui vennero curati i particolari si trova nella grande piramide di Cheope, dove alcuni condotti che hanno le dimensioni di un fazzoletto, partono dalle camere del re e della regina attraversando tutta la piramide. I condotti sono stati orientati a nord con le stelle circumpolari e a sud alle stelle Sirio e Orione.

Isola di Minorca

Taulas Minorca

Taulas

I n questa isola del mediterraneo occidentale si è manifestata tra il 1300 e l’800 a.C una fase megalitica molto prolifica.

Vennero infatti costruiti edifici di vario tipo, tra cui dei santuari incentrati su un oggetto chiamato dagli archeologi: Taula.

In pratica una Taula è una enorme T costituita da due lastroni di pietra sovrapposti e rifiniti.

Negli anni ottanta, grazie all’analisi sulle Taulas ancora in buone condizioni, venne dimostrato come queste ultime vennero erette secondo il sorgere o il tramontare delle brillanti stelle del gruppo Croce -Centauro.

Vista la quantità di casi, il rischio è quello di divagare eccessivamente.

Restringiamo nuovamente il nostro campo di osservazione e torniamo alle mura megalitiche dell’Italia centro Meridionale.

Alatri

Acropoli di Alatri

L ‘acropoli di Alatri è sicuramente una tra le più suggestive cinte in opera poligonale che sono giunte fino a noi e la prima a essere studiata.

Migliaia di blocchi di calcare messi in opera in un progetto geometrico e astronomico centrato su un unico punto.

Massi che formano una struttura parallelepipeda fondata in allineamento con il sorgere eliaco della costellazione dei gemelli e il sorgere del sole, al solstizio d’estate.

La struttura stessa dell’acropoli sarebbe concepita per essere una riproduzione sulla terra della costellazione dei Gemelli Castore e Polluce.

C’è da sapere inoltre che la piccola posterla chiamata Porta minore o Porta dei falli è una porta solstiziale. Il sole infatti la penetra nei giorni dei solstizi estivi ed invernali.

Antica Norba

Acropoli della città di Antica Norba

L ‘antica città di Norba sorge su uno sperone roccioso che domina tutto l’agro pontino. La datazione della città non è completamente certa. Se è appurata la sua importanza all’epoca della Roma repubblicana, confuse e a volte negate sono le sue origini preromane.

Di certo c’è che l’asse viario che attraversa tutta la città è orientato al solstizio estivo e a quello invernale.

Circeo

Acropoli del Monte Circeo

S ul promontorio del Monte Circeo, a circa 300 metri di altezza sorge un complesso megalitico molto suggestivo.

L’acropoli, recentemente vandalizzata in maniera molto grave, è stata considerata per decenni un recinto difensivo.

Recenti studi hanno fornito una lettura sicuramente piu’ affascinante ma ancora in attesa di ulteriori conferme.

Sembra che il “recinto fortificato” potesse essere una sorta di santuario, munito di una via cerimoniale che iniziava dall’antico abitato pre romano. Il santuario era dedicato a Venere e una delle conferme verrebbe dalla posizione dell’unico accesso, orientato al tramonto del sole nei primi giorni di Aprile, periodo tradizionalmente legato a Venere.

Inoltre l’analisi di come l’acropoli fu posizionata mette in relazione l’edificio con la stella Aldebaran della costellazione del Toro, la stella Pollux della costellazione dei Gemelli e infine la costellazione Auriga, molto simile per forma all’acropoli stessa.

Cesi

Acropoli di Cesi

L ‘acropoli di Cesi si trova in una zona dove il culto dei Gemelli ha radici molto antiche.

Il culto sopravvisse in epoca Romana ma tutto fa pensare che fosse già in uso al tempo degli Umbri, popolo italico presente nella zona e poi sottomesso.

L’acropoli è molto simile per forma a quella di Alatri e anche qui i lati corti vennero orientati con precisione ai punti cardinali. Venne curato inoltre l’allineamento con la stella Aldebaran, con la Croce del Sud e la stella gamma Gemini, della costellazione dei Gemelli.

Ferentino

Ferentino

L ‘odierno abitato di Ferentino si compone di tre strati : l’opera poligonale in basso sormontata dall’opera quadrata di epoca romana, sono a loro volta parte integrante delle costruzioni medioevali e rinascimentali.

E’ un colpo d’occhio molto particolare che ci da modo di soffermarci sulla stratificazione della storia anche a livello urbanistico.

Analizzando la posizione di quella che viene detta Acropoli di Ferentino possiamo notare come essa sorga con precisione a 45 gradi a sud dell’ovest. E’ questo un orientamento particolare, che in antichità era legato alle divinità infere in relazione al ciclo vita- morte- rinascita.

Uscendo dal campo degli esempi viene spontaneo interrogarsi sul “perché”. Il motivo che ha spinto i costruttori a concepire le opere in un certo modo e a a spendersi dunque in un lavoro tanto lungo e faticoso.

I motivi vanno sicuramente ricercati nel legame tra i cicli stagionali e l’agricoltura. Lo scorrere del tempo e il suo calcolo era sicuramente fondamentale in società a grande vocazione agricola ma non bisogna sottovalutare il valore simbolico- religioso che certi allineamenti suggeriscono.

Il legame tra i monumenti antichi e il cielo, soprattutto per quel che riguarda il sole, è ancora presente in epoca romana e in questo caso il contenuto simbolico-religioso è preponderante.

Un bell’esempio è il complesso di Villa Adriana, a Tivoli e i giochi di luce che si verificavano durante i due solstizi nel tempio di Iside.

Mausoleo degli Equinozi

Mausoleo degli Equinozi


U n altro caso è il Mausoleo degli Equinozi sull’Appia antica, dove la luce del sole penetra attraverso apposite finestre indicando il momento preciso dell’equinozio, periodo nel quale si svolgevano riti legati ai morti e le stagioni.

Pantheon

Pantheon


L a relazione tra il sole e uno dei templi più famosi della romanità: il Pantheon, ci fa osservare la continuità delle tradizioni

Questo incredibile monumento in periodi dell’anno particolarmente importanti per la religione romana, permetteva (e permette) l’entrata della luce solare che va a illuminare determinate zone in rappresentazione di Diana e Apollo. Questi giochi di luce davano modo all’Imperatore di manifestarsi in tutta la sua potenza ricevendo il cosiddetto “bacio del sole”, tradizione originaria del tempo dei Faraoni che venne trasmessa attraverso i sovrani ellenistici, arrivando fino a Roma.

Fonti

Marina De Franceschini:

Il Mausoleo degli Equinozi sull’Appia Antica a Roma ( www.duepassinelmistero2.com)

Conferenza sui fenomeni luminosi nel Pantheon

Antonella Riotta, Adriano Gaspani :

Osservatori Archeostronomici in un crocevia Mediterraneo. L’arcipelago Maltese e lo sguardo insulare (www.duepassinelmistero.com)

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